Nuova sentenza della Cassazione sul licenziamento per Giustificato Motivo Oggettivo.

Nell’ambito del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, la Cassazione, con la sentenza 34122 del 19-12-2019, torna sul tema dichiarando non discriminatorio il licenziamento di un lavoratore sulla base di indicazioni razionali e oggettive fornite da un suo diretto superiore, anche se diverse rispetto ai criteri di scelta previsti dall’art. 5 della l. n. 223/1991, ossia carichi di famiglia, anzianità di servizio, esigenze tecnico-produttive ed organizzative, in concorso tra loro. Quando la soppressione del posto di lavoro si verifica in presenza di più posizioni fungibili perché occupate da lavoratori con professionalità sostanzialmente omogenee, il datore di lavoro deve individuare il soggetto da licenziare secondo i principi di correttezza e buona fede; in questo contesto l'art. 5 della l. n. 223 del 1991 offre uno "standard" idoneo ad assicurare una scelta conforme a tale canone, ma non può escludersi l'utilizzabilità di altri criteri, purché questi non siano arbitrari, ed improntati a razionalità ed oggettività.