Per la Cassazione legittime le mansioni inferiori assegnate al lavoratore

Con la sentenza n. 24118/2018, la Suprema Corte ha stabilito che il lavoratore non può rifiutare mansioni inferiori a quelle corrispondenti alla sua qualifica. Il caso riguarda la controversia fra un’azienda di ristorazione ed una cuoca dipendente, licenziata per essersi opposta a svolgere mansioni inferiori a quelle per le quali era adibita, in particolare per il rifiuto a portare le colazioni nelle classi dopo averle preparate.
In tal caso, secondo i Giudici di legittimità, il dipendente può richiedere giudizialmente la riconduzione della prestazione nell'ambito della qualifica di appartenenza, ma non può rifiutarne l'adempimento, essendo tenuto ad osservare le disposizioni per l'esecuzione del lavoro impartite dall'imprenditore, ex artt. 2086 e 2104 c.c. L’inadempienza del lavoratore a tali obblighi è legittima solo in caso di totale o grave inadempimento della controparte datoriale da incidere irrimediabilmente sulle esigenze vitali del lavoratore medesimo o da esporlo a responsabilità penale nello svolgimento delle nuove mansioni.